Decreto dignità: sintesi delle novità fiscali

Il Decreto Dignità varato dal Governo non contiene solo misure relative ai contratti di lavoro, ma anche misure fiscali. Ecco le principali novità.

La prima riguarda il redditometro, uno strumento induttivo per la determinazione del reddito in base alle spese effettuate. Lo stesso non viene abolito ma ne viene sospeso l’uso, questo perché è stato abrogato il Decreto Ministeriale del MEF 16.09.2015 che indicava le spese da tenere in considerazione. Il MEF dovrà emanare un nuovo decreto tenendo in considerazione le indicazioni dell’ISTAT e le associazioni rappresentative dei consumatori. Si vuole quindi un redditometro maggiormente congruente con le spese degli italiani e la loro propensione al risparmio.

La seconda importante novità riguarda i benefici fiscali concessi alle aziende, questi vengono revocati nel caso in cui le stesse delocalizzino le attività al di fuori dell’area dell’Unione Europea e dello spazio Economico Europeo. Una sorte simile riguarda il beneficio dell’iperammortamento, si decade dallo stesso se l’azienda viene delocalizzata, ma anche nel caso di vendita dei beni che hanno usufruito dell’iperammortamento, tranne nella circostanza in cui la vendita avvenga per sostituzione dei beni produttivi con altri beni produttivi. In caso di decadenza, c’è un’ulteriore novità, infatti sarà necessario anche restituire i benefici ottenuti.

Le novità fiscali del Decreto Dignità riguardano anche gli adempimenti burocratici. Infatti la trasmissione telematica delle fatture emesse entro il terzo trimestre del 2018 non dovrà più avvenire entro il 30 novembre, come inizialmente stabilito, ma entro il 28 febbraio del 2019, vi è stata quindi una proroga. Tale adempimento è inoltre destinato a scomparire dal 2019 in quanto la legge di bilancio ha previsto l’abrogazione di tale onere. Il Decreto Dignità comporta la modifica anche del sistema dello Split Payment. Questo prevedeva per i professionisti il meccanismo di scissione del pagamento dell’IVA per le prestazioni di servizi rese alle PA. La modifica del decreto prevede un ritorno al passato e quindi l’abolizione dello split payment per i professionisti.

Infine una curiosità, dalla data di entrata in vigore del decreto è vietata qualsiasi tipo di pubblicità e sponsorizzazione del gioco d’azzardo al fine di contrastare la ludopatia.

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