Partirà regolarmente la fatturazione elettronica B2B?

Una delle novità che la legge numero 205 del 27 dicembre 2017 prevedeva, era l’inserimento obbligatorio della fattura elettronica, con start fissato per il primo gennaio 2019, ma il Garante della Privacy ha riscontrato delle anomalie in questa novità destinata a sconvolgere le abitudini delle aziende.

Per quale motivo?
Per il Garante le informazioni richieste dalla fatturazione, nel momento della compilazione, sono eccessive ed invadono con richieste alquanto personali, la sfera privata dei soggetti interessati, motivo per il quale l’anomalia è stata immediatamente comunicata all’Agenzia delle Entrate.
Non è uno stop categorico all’adempimento, ma alla forma con la quale l’Agenzia delle Entrate ha predisposto la compilazione, con la quale vengono incluse informazioni specifiche, con eccessive richieste informative sia di carattere generale che particolare, anche in materia sanitaria.

Cosa dovrà ora fare il Fisco per correggere i limiti definiti dal giudizio del Garante?
La bocciatura da parte del Garante della Privacy non è definitiva, ma solamente l’occasione per porre dei paletti, degli stop, in materia di violazione della privacy: la fattura non dev’essere l’occasione per monitorare il tenore di vita dei cittadini italiani, ma restare solamente un documento fiscale obbligatorio emesso da un soggetto per comprovare l’avvenuta cessione di beni o prestazione di servizi e il diritto a riscuoterne il prezzo.
Il Fisco ora dovrà rivedere le richieste dei dati di compilazione tenendo in gran conto il giudizio del Garante della Privacy e prevedendo una compilazione più equa.
Il modello dovrà essere corretto, e non ledere con la richiesta di eccessivi dati sensibili, la legittima libertà costituzionale di tutela della privacy dei consumatori.

Cosa accade ora?
Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno di studi 2018/2019 della Guardia di Finanza, ha confermato che la fatturazione elettronica partirà, come previsto, dal primo gennaio 2019, quindi, non si prevedono proroghe come si pensava in un primo momento. Il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, ha invece dichiarato che ci sarà una moratoria di 9 mesi sulle sanzioni. Nella prima fase, fino al 30 giugno 2019, non si applicano le sanzioni se la fattura viene emessa in ritardo ma comunque entro il termine di liquidazione periodica dell’IVA. Secondo la dichiarazione rilasciata da Bitonci si sposterebbe questo termine al 30 settembre 2019.

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